come le risorse umane possono supportare il benessere psicofisico dei dipendenti

Cosa possono fare le Risorse Umane per supportare il benessere psico-fisico dei dipendenti

In un momento particolare come quello dovuto al Coronavirus, le Risorse Umane possono contribuire alla gestione di stati d’ansia o frustrazione del personale promuovendo un clima di lavoro sereno e positivo.

Negli ultimi anni si parla spesso – e in differenti campi – di benessere mentale riferendosi allo stato psicologico ed emotivo delle persone, capace di influenzare inevitabilmente sia la sfera privata sia quella lavorativa della vita di ognuno. I professionisti delle Risorse Umane affrontano molte complessità durante la loro carriera, e una delle sfide più difficili è spesso legata proprio alla gestione e al supporto dei dipendenti che stanno affrontando problemi relativi alla sfera del benessere psicologico.

I rischi di trascurare i problemi legati al benessere psicologico dei dipendenti

Sfortunatamente, nonostante la crescente consapevolezza in materia, i disturbi legati alla sfera psicologica rimangono ancora oggi stigmatizzati nella nostra società. Come conseguenza, soprattutto all’interno di un contesto lavorativo, è frequente che i dipendenti facciano fatica a riconoscere il problema ed eventualmente a manifestare la necessità di un supporto. Come confermato dall’Harvard Business Review, “nonostante il fatto che ogni anno si perdano oltre 200 milioni di giorni lavorativi a causa dei disturbi legati alla salute mentale (16,8 miliardi di dollari di produttività dei dipendenti), questo rimane un argomento tabù. In effetti, quasi il 60% dei dipendenti non ha mai parlato con nessuno al lavoro del proprio stato di salute mentale”. Secondo l’Health & Safety Executive (HSE), ogni anno nel Regno Unito, circa mezzo milione di persone soffrono di stress da lavoro correlato, depressione o ansia.

Al di là dell’aspetto più “privato” del problema, il disagio psicologico dei dipendenti – se trascurato – può trasformarsi anche in uno stato di demotivazione, con conseguente calo delle performance, o addirittura strutturarsi in un problema di assenteismo.

Per questo è importante che gli HR manager siano preparati a individuare prontamente questo tipo di situazioni, potendo fornire il giusto sostegno ai propri dipendenti: non solo per conservare nel team lavoratori di valore, ma anche per guidare il cambiamento all’interno dell’azienda e diffondere i giusti valori aziendali, promuovendo una cultura del lavoro inclusiva.

Questo tipo di atteggiamento è cruciale quando ci si approccia a uno staff composto prevalentemente da Millennials o da risorse appartenenti alla Generazione Z, molto sensibili ai temi dell’etica del lavoro e del work-life balance.

In che modo gli HR manager possono affrontare i problemi legati al benessere mentale delle proprie risorse?

L’obiettivo primario dei professionisti delle Risorse Umane è assicurarsi che i propri dipendenti si sentano bene sul posto di lavoro, promuovendo azioni e iniziative che puntino a creare un ambiente sano e inclusivo. Ecco alcuni esempi:

  • Sensibilizzare la conoscenza riguardo il benessere mentale sul posto di lavoro

Gli HR manager hanno un importante ruolo nella promozione della consapevolezza relativa alla salute mentale in ufficio, e sono i primi a potersi (e doversi) impegnare per sconfiggere pregiudizi e preconcetti.

Iniziate quindi con l’informare i dipendenti riguardo le fonti cui rivolgersi per poter trovare consigli e informazioni utili sulla salute e sul benessere psicologico (ad esempio i siti delle organizzazioni britanniche come Mind e Time to Change). Fornite le informazioni di contatto di psicologi e counselors, per incoraggiare coloro che stanno attraversando un periodo difficile a rivolgersi a dei professionisti, e adottate sempre un atteggiamento di apertura: avviate un dialogo inclusivo sulla salute mentale attraverso seminari con esperti, invitando lo staff aziendale a partecipare a tavole rotonde e prestando sempre attenzione ai feedback dei dipendenti. Per esempio, prendete in considerazione l’organizzazione di gruppi di supporto interni o create un portale online anonimo attraverso il quale i dipendenti possono entrare in contatto con il reparto HR per esprimere le loro preoccupazioni, denunciare un eccessivo livello di stress o carico di lavoro e chiedere aiuto.

  • Investire in un’istruzione mirata a sostegno del benessere psicologico

Una delle strategie chiave consiste nel fornire al personale delle opportunità di formazione pensate per potenziare le tecniche di problem-solving e per rafforzare la risoluzione dei conflitti e le capacità di comunicazione. Come affermato dall’Harvard Business Review, “i corsi di formazione sono fondamentali per tutti i dipendenti – e in particolare per i manager – per imparare a identificare, normalizzare e governare la salute mentale sul posto di lavoro”. I manager devono essere adeguatamente formati per riconoscere i primi segnali di malessere, grave stress o pesante affaticamento sul luogo di lavoro, esaurimento o altre condizioni che possono verificarsi.

  • Usare un linguaggio inclusivo

Il linguaggio conta: certe parole o frasi usate in maniera scherzosa (come ad esempio chiamare qualcuno “pazzo” o definire qualcosa come “folle”) possono rivelarsi dannose per le persone che lottano contro sofferenze interiori. È cruciale cercare di educare il personale alla consapevolezza e al controllo del linguaggio.

  • Riconsiderare il pacchetto di benefit

Per supportare il benessere dei dipendenti, i professionisti delle Risorse Umane possono intervenire sul pacchetto dei benefit aziendali, introducendo nuove iniziative legate al wellness e al benessere psicofisico. Fra queste, ad esempio, mettere a disposizione frutta fresca per una routine alimentare più salutare dei dipendenti in ufficio; promuovere attività sportive distribuendo pass per la palestra; organizzare corsi di yoga, pilates o sessioni di shiatsu, offrendo lezioni sulla corretta postura da mantenere alla scrivania; investire sulla consapevolezza dei dipendenti attraverso corsi di leadership o di self-coaching.

Che cosa possono fare le Risorse Umane per supportare il benessere psicologico dei dipendenti durante l’emergenza legata al coronavirus?

Data la recente diffusione in tutto il mondo del Covid-19, la sfida che oggi la maggior parte dei datori di lavoro si trova ad affrontare è quella di supportare i dipendenti in un momento psicologicamente così particolare, in cui l’ansia e l’incertezza per il futuro si manifestano diffusamente come reazioni del tutto prevedibili e umane.

Allo stesso tempo, l’epidemia ha aperto le porte allo smart working e la gran parte dei dipendenti si trova in questi mesi a sperimentare per la prima volta o comunque a vivere in maniera continuativa il lavoro da remoto.

Cosa può fare un HR manager a riguardo?

  • Organizzare delle social sessions virtuali, come pause caffè online o attività condivise da remoto, per coinvolgere e motivare il personale e aiutarlo a rimanere in contatto.
  • Incoraggiare i manager ad organizzare regolarmente call e video-call con i propri team, per rispondere ad eventuali domande operative, pianificare il lavoro e aiutare i dipendenti a sentirsi connessi.
  • Pianificare dei brevi video empatici del leadership team per motivare i dipendenti mentre lavorano da remoto.
  • Praticare una “condivisione responsabile” e utile di informazioni affidabili, evitando la condivisione di notizie
  • Fornire sessioni e corsi di eLearning: in questo modo, i dipendenti percepiranno il “periodo Covid-19” non solo come un peso gravoso, ma anche come una possibilità per rallentare e investire nel proprio sviluppo personale e professionale.

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